Il mondo di Ana

Quando l’ago della bilancia determina tutta la tua vitaAnoressia-e-bulimia

Guardarsi allo specchio e non piacersi mai. Trattenere il respiro, contare le costole, inarcare la schiena per rendere piu´visibili le vertebre. Tanti gesti, apparentemente folli, apparentemente illogici; eppure dietro a questi comportamenti si cela una normale fragilita´che vuole comunicare al mondo intero il suo disagio.
Si chiama anoressia nervosa, un´ossessione. Oggi se ne parla, si discute spesso di questo tema nei talk show televisivi, lanciando messaggi a destra e a manca senza neanche capirne il vero significato. C´e´chi da´la colpa alle esigenze della moda, dell´estetica; c´e´chi la vede come uno stile di vita, c´e´chi la considera un mero capriccio.
Ma la realta´e´una sola: si tratta di una malattia.

Testimonianze e numeri

Non stiamo parlando di anoressia, cioe´una mancanza di appetito legata a fattori organici, ma di anoressia nervosa, classificata tra i peggiori disturbi alimentari esistenti e che spinge il soggetto a non alimentarsi per paura di ingrassare.
L´associazione V.I.T.A, che si occupa di sensibilizzare l´opinione pubblica e soprattutto il mondo dell´atletica su questo problema, ha raccolto alcune testimonianze per farci capire quanto si puo´arrivare vicino al baratro e quanto il disturbo puo´rendere ciechi.
Ho cominciato per gioco” ammette Nicoletta che ora ha 53 anni e due figlie. Ha iniziato a soffrire di disturbi alimentari a 17 anni, quando nulla avrebbe dovuto turbare una vita perfetta. “ Ero una studentessa modello e ballerina alla scuola del Teatro alla scala; all´inizio non facevo fatica a rinunciare al cibo e senza accorgermene perdevo chili e il senso della realta´. Mi sentivo forte e lucida e arrivai a pesare 36 kg”.
Valeria, 24 anni, ammette di aver sofferto di anoressia dai 15 ai 18 anni. Studentessa brillante, faceva di tutto per accontentare una madre esigente e alla sua affermazione “se continui a mangiare cosi diventi proprio grassa” e´seguita la replica della figlia che per tutta risposta smette di mangiare. Oggi ha trovato il suo equilibrio grazie allo sport.
Queste sono solo due delle centinaia di testimonianze che affollano il web, i media e la letteratura medica. Secondo una nota ANSA, l´anoressia nervosa e´un preoccupante fenomeno socio-sanitario che colpisce 200.000 donne italiane e rappresenta la prima causa di morte tra le ragazze tra i 12 e i 25 anni. Il fenomeno. colpisce anche i ragazzi, ma i numeri maschili sono irrisori se paragonati a quelli femminili.

Le cause e le conseguenze dei digiuni

Quali sono i fattori scatenanti di questa distruzione corporea? Difficile spiegarlo.
Possiamo comunque identificare due elementi che incidono sostanzialmente sullo sviluppo della malattia, ovvero quello sociale e psicologico.
Crescere in un ambiente familiare sterile di emozioni, puo´spingere l´adolescente a cercare una comunicazione muta, senza parole, usando quindi il corpo come strumento per esprimere un disagio, una protesta o semplicemente per richiedere una maggiore attenzione. Anche la presenza in famiglia di un soggetto che soffre o ha sofferto di questo disturbo incide nella formazione della ragazza.
Maggiori sono le cause psicologiche: la difficolta´a non accettare e superare eventi stressanti, come il lutto, le delusioni amorose, le difficolta´scolastiche o lavorative, gli abusi sessuali, le separazioni familiari. Tutti questi elementi, uniti all’imperativo sociale di apparire magre per forza, creano una vera e propria prigione per le giovani che non riescono a omologarsi agli standard del mercato.
I mass media giocano si un ruolo fondamentale nell´aiutare le donne a distruggere la propria identita´, ma possono essere considerati capri espiatori di cause molto più profonde e difficili da afferrare.
L’ Aida, associazione interventi sui disturbi alimentari,ci elenca tutte le terribili conseguenze di questa malattia: la pelle si disidrata e diventa secca, i capelli cadono, le unghie si spezzano, il ciclo mestruale scompare a causa dello squilibrio ormonale( portando all’indebolimento osseo e all’osteoporosi)il corpo si ricopre di peluria e le estremità diventano giallastre. Inoltre, la funzionalità renale viene compromessa e numerose sono le alterazioni ematologiche,ad esempio l’anemia e la diminuzione delle piastrine e dei globuli bianchi.
I soggetti anoressici sentono sempre freddo a causa dell’abbassamento della temperatura corporea e i battiti del loro cuore si fanno sempre più deboli, fino alla morte che arriva sempre per arresto cardiaco o per suicidio. Ed è questo quello che vogliono: farsi del male progressivamente, fino a non esistere più.

L’anoressia come filosofia di vita

Ana,così viene chiamata dalle carnefici di se stesse, è per molte una filosofia di vita e come tutte le filosofie ha i suoi principi e dei veri e propri comandamenti. Possiamo anche chiamarla dottrina religiosa.
Uno studio condotto da una équipe della Usl di Reggio Emilia nel 2004 cerca di delucidare questo fenomeno nato negli Stati uniti alla fine degli anni ’90, diffuso in Inghilterra, in Francia e in Spagna e arrivato in Italia nel 2003.
La filosofia pro-ana mira alla liberazione dalla dipendenza dal cibo, ponendosi in netta contrapposizione a qualsiasi definizione di anoressia con accezione patologica; il suo scopo è quello di presentare uno stile di vita alternativo per arrivare ad una magrezza assoluta ed innaturale.
La ricerca sul fenomeno pro-ana condotta dal prof. Umberto Nizzoli dell’Ausl di Reggio Emilia ci fornisce un quadro preoccupante di questa “religione dell’alimentazione”. Ecco i precetti cardine di questa dottrina:
I 10 comandamenti

1. Non essere magri vuol dire non essere attraenti;

2. Essere magri è molto più importante che essere sani;

3. Devi tagliarti i capelli, assumere lassativi, morire di fame, fare qualsiasi cosa per sembrare più magro;

4. Non devi mangiare senza sentirti in colpa;

5. Non devi mangiare cibo ingrassato senza autopunirti dopo;

6. Devi contare le calorie e restringerne l’assunzione;

7.Quello che dice la bilancia è la cosa più importante;

8. Perdere peso è bene, prendere peso è male;

9. Non puoi mai essere troppo magro;

10. Essere magro e non mangiare sono simboli di volontà e successo.

Dalla teoria si passa alla pratica perché in questi blog, che vengono chiusi e riaperti con una velocità impressionante, si possono trovare una serie di consigli pratici per smettere di mangiare: masticare e sputare il cibo; bere un bicchiere d’acqua ogni ora; digiunare spesso ( ma mai per 20 giorni di seguito); mangiare solo per alleviare i crampi allo stomaco; tenersi in movimento in ogni situazione. Questo elenco è lunghissimo e si potrebbe scrivere un libro.
Anche i motivi per rimanere magrissimi sono numerosi e discutibili. Si parla di fallimento, di non accettazione,ed è come se l’ago della bilancia determinasse il loro universo di valori, le loro relazioni.
Perché dimagrire fino alla morte?Ecco alcune risposte:

1. Potrai vedere finalmente le tue splendide ossa;

2. Non ti alzerai più alla mattina sentendoti un cesso davanti allo specchio;

3. I ragazzi vorranno conoscerti, non ridere di te e andare via;

4. Le persone si ricorderanno di te come quello bello e magro;

5. Non sarai inferiore a nessuno;

6. Sarai finalmente felice.

Questi dati sono tratti da una ricerca scientifica.Non sono il prodotto della mia immaginazione. Sono risposte dettate dalla malattia, perché non voglio pensare che si tratti di una filosofia. Filosofia significa ricerca della conoscenza e credo che distruggersi non sia la soluzione migliore per conoscere se stessi.
Ma non ho intenzione di criticare questi precetti. Ognuno è libero di vivere o di morire come vuole e il nostro giudizio non deve assolutamente gravare sulle spalle di queste persone, condannate già a sostenere l’insostenibile amicizia con Ana.

Benedetta Cucchiara

Un pensiero su “Il mondo di Ana

  1. Articolo interessante, profondo come ci stai abituando quando scrivi. Da quello che scrivi di intravede il piccolo genio dentro di te, capace di penetrare nel cuore delle persone, capace di catturare l’attenzione. Capace di aiutare chi sta lottando perché ogni malattia è un nemico, alcune fulminanti, altre colpiscono e fuggono, altre assillano per tutta la vita, altre ancora restano li, ferme in attesa, come se ti stessero sfidando, come se fossero in attesa di essere sconfitte, sono simili ad un nemico con il quale bisogna conviverci a lungo. Il tempo in questi casi, non è un unità di misura, si tratta di una variabile, un giorno può sembrare un anno, e dieci anni possono sembrare un giorno. In ogni caso l’obbiettivo non cambia per chi lotta, non si può perdere mai di vista il nemico, bisogna seguirlo e al momento giusto colpirlo e distruggerlo. Serve l’arma giusta, l’amore è l’arma più temuta da questo nemico, è l’arma che permette di spezzare le catene della paura nelle quali si è avvolti e spezzarle, come si è visto in qualche scena di film, davanti all’amore vero, questo nemico fugge! Fugge lontano e non si ripresenta più. Uccidere la paura e aprire la porta all’amore, l’arma più temuta dal nemico.
    Un abbraccio forte.

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